GALLERIA D'ARTE MARTINELLI

Rino Sernaglia

(1934)

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L'ARTE È LINGUAGGIO,

da ciò deriva che ogni espressione artistica si fonda su una propria specificità linguistica, specificità che Rino Sernaglia ha saputo trasmettere attraverso la sua pittura astratto-geometrica senza mai risultare monotono; ancora oggi riesce a dare un'impronta personale, riconoscibile e ben precisa, sempre attuale in rapporto i mutamenti dei vari aspetti della società in cui opera. Nato a Montebelluna nel 1936, vive a Milano da giovanissimo, prima degli anni ’50 ed è considerato un “personaggio storico” di Brera. La storia di Brera deglianni 50-80 non si potrebbe scrivere senza lui, con esclusione della fase iniziale, il colore-luce è sempre stato elemento centrale della sua attività artistica. Rino Sernaglia è una figura autentica, con una storia affascinante, un pittore concettuale della luce che ho la fortuna di conoscere personalmente. Ultimamente mi sono ritrovato in silenzio di fronte alle sue opere intento a capire e a catturare l'energia che trasmettono; l'impatto ti lascia senza fiato; per quanto numerose possano essere, le variazioni di colori puri e di triangoli, cerchi e quadrati non sono infinite e, se non le sai gestire bene, finiscono inevitabilmente per scadere nella ripetitività. Solo i più bravi riescono ad evitare il trabocchetto della monotonia. Anni fa Sernaglia l’otteneva con sapientissime gradazioni di grigi fino alla lama bianca con cui chiudeva i corpi geometrici. La luminosità raggiungeva l’incandescenza bianca. Era uniforme e fredda da provocare effetti illusionistici su quei fondi piani, quasi a creare una sorta di inquietante contrapposizione tra geometria e vuoto.

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